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Il Coro Lirico Siciliano, dopo 25 anni, riapre musicalmente Villa “Bellini” di Catania

Mer, Ago 12, 2020

Spettacolo

I “CARMINA BURANA” DI ORFF ENTUSIASMANO IL PUBBLICO

La Sicilia può, senza smentite, giocare le proprie risorse artistiche, architettonico-paesaggistiche e le proprie abilità vocali e strumentali sui tavoli più prestigiosi per  onorevolmente vincere!

Coro Lirico Siciliano e Camerata Polifonica Siciliana

Davvero incalzanti i ritmi coi quali  il Coro Lirico Siciliano esibisce il suo repertorio vario ed esteso sotto la guida di Francesco Costa.

Dopo la splendida Kermesse a Taormina, con Cavalleria Rusticana, ecco un nuovo palcoscenico accoglie il Coro di Costa, dopo 25 anni di assenza: il giardino Bellini di Catania; e questo avviene assieme alla Camerata sinfonica siciliana diretta dal maestro Giovanni Ferrauto.

Lodevole questa voglia di inaugurare su tutti i fronti possibili il ritorno alla vita, dopo il lungo lockdown, proponendo al suo pubblico, e stavolta in collaborazione con la Camerata Polifonica Siciliana, un repertorio che è vivo, e sembra porsi come una esortazione ad esorcizzare retaggi di timori alla socialità, timori nei confronti della qualità della vita… e dunque, ecco proporre una sferzata di energia, un ventaglio  di sfumature sonore attraverso repertori che si dispiegano sul largo raggio della storia della letteratura musicale.

E grazie alla partneriato con il Comune di Catania, promosso dal suo assessore alla cultura e allo spettacolo, la dott.ssa Barbara Mirabella, é la volta dei Carmina Burana di Carlo Orff, nella sua edizione per due pianoforti (Maria Pia Tricoli e Daniele Costa) e percussioni (Percussio Mundi).

Edizione prediletta (rispetto alla versione per coro ed orchestra) dal direttore, il M° Giovanni Ferrauto, in splendida forma peraltro,  poiché dal suo punto di vista meglio esprime il carattere gotico-medioevale della composizione che come è noto, si sviluppa attorno a testi dissacranti, ironici, inneggianti al gioco, al vino alle donne e all’amore, che i Clerici vagantes elaboravano durante le loro  goliardiche scorribande lungo strade e villaggi dell’Europa settentrionale e non solo: vere e proprie  celebrazioni spregiudicate ed euforiche delle gioie della vita e punzecchiamenti continui contro  avarizia, clero e politica.

Il maestro Francesco Costa e il Coro Lirico Siciliano

Si annuncia con dirompente energia ritmica e sonora l’ingresso del coro O’Fortuna (il caso cioè, che determina le alterne  vicende  esistenziali dell’uomo) che apre e chiude la raccolta musicata da Orff, ridotta rispetto ai testi che sono pervenuti, (47 contro i 30, cui il grande musicista si dedicò), e di cui solo dopo la pubblicazione del suo lavoro, si sono reperite anche notazioni musicali approssimative peraltro, delle linee melodiche probabili cui si accompagnavano i cantori-giullari. Strabiliante in ogni caso il lavoro compiuto, che non smette mai di esaltare ed essere prediletto per accompagnare forme svariate di arte, prima tra tutte, il famoso Excalibur cinematografico di John Boorman.

Il soprano Maria Francesca Mazzara (al centro in rosso)

E continua il coro, mantenendo alto il regime esecutivo in cui si apprezza ancora una volta, la notevole perfezione ritmico- melodica, l’agogica e il repentino passaggio dai quieti momenti di staticità e i pianissimo, ai momenti di intensità vocale inaspettata, che marcano l’effetto percettivo e burlesco, del messaggio musicale.

Per quanto l’ensemble ritmico si sia impegnato con zelo, è stato inevitabile non notare, frequenti, seppur minimi, mancati sincronismi, soprattutto in accordo con i pianisti, che probabilmente a motivo del carattere solistico dello strumento, tendono, per deformazione, a gestire i propri tempi espressivi in modo autonomo.

A metà concerto però l’intesa è stata raggiunta, così, giustizia fatta a Pecussio Mundi, che si afferma per la bravura lasciando intuire una più che promettente crescita artistica, e giustizia  anche per i pianisti che, bravissimi da solisti, mostrano anche di sapersi adeguare alle esecuzioni di insieme.

Un apprezzamento particolare per il baritono Salvatore Todaro, che ha sorpreso per la ricerca timbrica, oltre al bel canto, magnificamente coniugata con il clima medioevale: davvero incantevole!

Il contro-tenore Massimiliano Giusto e alla sua sx il maestro Giovanni Ferrauto

Altro apprezzamento per il contro-tenore, Massimiliano Giusto, che in relazione al carattere del testo cantato, fletteva a mo’ di scherno la voce, passando dalla sua impostazione tenorile a un falsetto di testa, ottenendo una divertente e abile resa che ben rendeva il carattere burlone del testo .

Un po’ troppo flebile, quasi una Mimì da Bohème, il primo ingresso della brava soprano, Maria Francesca Mazzara, che ha successivamente aggiustato tecnica e volume ritagliandolo a misura delle esigenze sonore e caratteriali, rifacendosi e chiudendo in bellezza la sua  performance.

Dunque, al di là delle piccolissime imperfezioni, assolutamente plausibili, il concerto di Venerdi 7 agosto, può ritenersi un altro successo da aggiungere alla lunga lista del Coro Lirico Siciliano, e da tutte le collaborazioni vocali e strumentali. La Sicilia può, senza tema di smentite, giocare le proprie risorse artistiche, architettonico-paesaggistiche e le proprie abilità vocali e strumentali sui tavoli più prestigiosi, certa di poter ambire non solo alla partecipazione, ma più certamente a onorevoli vincite.

Norma Viscusi

foto di Maurizio Vittorino

NOTE BIOGRAFICHE AGGIORNATE DI NORMA VISCUSI:

Pianista. Insegna Musica nella sc. Media Q. Maiorana di Catania. Ha conseguito anche il Magistero di Scienze Religiose presso IRSS San Luca di Catania, Facoltà di teologica di Sicilia. Il suo interesse è poliedrico: musica, arte, cultura, volontariato e giornalismo. Collabora come editorialista, freelance, con diversi periodici e quotidiani. Fra questi Freedom 24, Zona franca, l’informazione, Aetnanet, Newsicilia, l’Alba.  Ha pubblicato saggi di letteratura religiosa sulla Scapigliatura, Lo spazio di Dio in Tarchetti in La letteratura e il Sacro, narrativa e teatro, cura di F. D.Tosto,  vol. IV  ed. ESI, 2016 Napoli e per la collana  “Nuova Argileto”, La Scapigliatura. Tra solitudine e trasgressione, Lo spazio di Dio in Tarchetti, Rovani e Dossi.  ed. Bastogi, 2019 Roma.  Ama dedicarsi in modo particolare a recensioni musicali e teatrali.

Norma Viscusi

Pianista. Insegna Musica nella sc. Media Q. Maiorana di Catania. Ha conseguito anche il Magistero di Scienze Religiose presso IRSS San Luca di Catania, Facoltà di teologica di Sicilia. Il suo interesse è poliedrico: musica, arte, cultura, volontariato e giornalismo. Collabora come editorialista, freelance, con diversi periodici e quotidiani. Fra questi Freedom 24, Zona franca, l’informazione, Aetnanet, Newsicilia, l’Alba. Ha pubblicato saggi di letteratura religiosa sulla Scapigliatura, Lo spazio di Dio in Tarchetti in La letteratura e il Sacro, narrativa e teatro, cura di F. D.Tosto, vol. IV ed. ESI, 2016 Napoli e per la collana “Nuova Argileto”, La Scapigliatura. Tra solitudine e trasgressione, Lo spazio di Dio in Tarchetti, Rovani e Dossi. ed. Bastogi, 2019 Roma. Ama dedicarsi in modo particolare a recensioni musicali e teatrali.

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